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Polisportiva
Il Castello 1989

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La storia

 

A livello di numeri, solo qualche anno fa, il calcetto rappresentava la ciliegina sulla torta perla Polisportiva IlCastello.

Basti pensare, infatti, che siamo arrivati a vantare addirittura tre squadre di calcetto strutturate su varie fasce d’età con rose ampie e ben distribuite.

Sarà stato il campo più piccolo, il pallone a rimbalzo controllato che fa evitare o comunque maschera gli stop sbagliati o forse semplicemente la voglia di ritrovarsi insieme una volta a settimana ma non tanto così per giocare (come fanno tutti…) ma con un pò di sano agonismo che non guasta mai partecipando ad un vero campionato, che hanno fatto esplodere in quegli anni la mania del calcetto.

Poi, con il passare degli anni, l’età media dei giocatori dei vari campionati si è abbassata enormemente e di conseguenza si è alzato il livello fisico e soprattutto tecnico dei campionati.

Di pari passo, naturalmente, le rose delle due squadre più vecchie si sono sfaldate sotto i colpi dei vari acciacchi fisici, delle mogli, dei figlioli, del freddo ecc…ma soprattutto è sopraggiunta la consapevolezza di non poter più “arrivare” i giovani.

Così ci ritroviamo ad oggi con solo una squadra di calcetto partecipante al campionato CSI (visto che la UISP è diventata simile ad una Premier League, forse più tecnica) un aggregato di gioventù ed esperienza ben CAPEggiata dal mister Papone e dal suo vice Bocca.

Le squadre

 

Come detto all’inizio le squadre erano tre (in ordine di età): Il Castello Master (poi trasformatosi in Golden, in Legno, ecc…), Il Castello Trash e Il Castello Prestige.

 

Il Castello Master

Il gruppo dei “più grandi”, anche se spesso hanno annoverato tra loro dei giovincelli (prima che nascesse la squadra dei Prestige) per vedere se riuscivano a vincere qualche partita, che partivano col dire “noi si gioca per divertirsi si possono anche perdere tutte” e poi, invece, si trovavano a tesserare gente nuova perché si erano rotti di perdere sempre…

Gruppo comunque difficile da gestire perché radicato su persone, come detto, più grandi che già allora avevano più impegni rispetto alle altre due squadre. Comunque il loro spirito di squadra è tenuto in vita, tuttora, nell’unica squadra presente grazie all’impegno e la costanza di gente come Papone, Bocca, Massi, il Lapo e Pitto.

 

Il Castello Trash

Gruppo nato, proprio come il nome stesso, dalle radici dell’immondizia (rigorosamente non riciclata) dello stand gastronomico della Sagra delle Ciliegie.

Gente che oggi ha circa 35 anni per capirsi…gente con tanta voglia (all’epoca), grandi lottatori ma i più con dei piedi così così…

Hanno costruito i loro campionati (tra l’altro più che dignitosi) sulla tattica del “tutti dietro” sperando nei pochi tiri in porta che capitavano per fare gol, sugli autogol e sulle sviste arbitrali.

Venivano fuori partite tirate che col calcetto avevano ben poco a che fare con risultati finali del tipo0 a0 o1 a1. Insomma squadra non tanto bella a vedersi ma comunque tignosa e che vendeva cara la pelle! Ne sanno qualcosa i gemelli Master…nei memorabili derby

 

 

Il Castello Prestige

I giovani.

Gli unici (o meglio una parte) rimasti in attività ancora oggi.

Infatti l’unica squadra sopravvissuta è nata proprio dal blocco dei “vecchi” Prestige.

Giovani spensierati allora…oggi un pò più maturi (o per lo meno dovrebbero essere) ma sempre comunque spensierati, tant’è che solo la passione (o forse solo il semplice interesse…) di Papone e Bocca riescono a portare avanti.

Tutti gli anni arrivano ai Playoff del campionato e poi grazie a dei conteggi incomprensibili messi su dalla dirigenza e dal loro capitano riescono matematicamente a NON vincere mai niente!!!

Per non parlare del numero spropositato dei tesserati che di anno in anno vanno ad incidere pesantemente sul bilancio della Polisportiva…

 

Ricordi:

 

Lo scapellotto di Sandro all’arbitro Pacini, la lealtà e correttezza di Bocca che durante un derby Master-Trash da fuori prende un pallone e lo butta in campo mentre i suoi avversari stanno facendo gol…con l’arbitro che ferma il gioco, le proverbiali punizioni da ogni parte del campo di esterno sinistro del grande Totto, le uscite a valanga di Pitto, l’eterna giovinezza del buitre Lapo, le falcate sulla fascia del Macchietta, i sombrero aizzini del Proffy, i pantaloni tagliati della tuta verde di Livio, le fasciature del Maestro, gli autogol di Mauro, la prolificità di UnaBomber Pacciardi, la ceppa “sintetica” di Legno, la pizza da Flash, la calma del portierone Bocelli, a proposito di calma le reazioni pacifiche del Cau, la longevità di Giugliacci,…..fino ad arrivare all’invasione e relativa espulsione di Beppino